Come utilizzare la guida?

È davvero facile!

L'itinerario che ho creato è strutturato in modo da avere un percorso pratico per esplorare la città! Prima di ogni attrazione troverete dei pulsanti come quello qui sotto 👇🏻👇🏻👇🏻

Basta premere il pulsante e sarete guidati con google maps al punto successivo! Una volta raggiunta la destinazione, potrete tornare a questa guida e leggere o ascoltare tutte le informazioni e le curiosità!

Nel prossimo paragrafo vi lascerò anche una mappa dell'intero percorso ma non ne avrete bisogno per esplorare la città!

Se volete vedere una dimostrazione di come si usa la guida, cliccate sul pulsante qui sotto 👇🏻👇🏻👇🏻.

Cosa fare a Udine in un giorno?

Udine è senza dubbio una delle città più affascinanti del Friuli, spesso definita il "salotto buono" della regione per la sua eleganza e l'atmosfera accogliente.

Ho scritto questa guida grazie al supporto della mia amica Ilaria, conosciuta durante un periodo di studio all'estero e originaria di Udine.

Il centro storico è caratterizzato da splendide piazze e raffinati edifici, testimonianza del periodo di dominazione veneziana. Oltre al patrimonio artistico, Udine è una città universitaria molto dinamica, ricca di bar e ristoranti dove si può gustare il tradizionale frico, a base di patate e formaggio, accompagnato da un " tajut" o un buon bicchiere di vino rosso locale.

Il nostro tour inizierà dal Duomo di Udine (clicca qui per arrivarci) e proseguire per circa 2 chilometri.  

Ps: se hai bisogno di qualcosa, contattami pure su Whatsapp cliccando qui!

E ora... andiamo!

Il tour!

Anteprima della mappa e modalità di utilizzo

Vi mostro l'anteprima del nostro itinerario! Scorrendo la guida troverete dei pulsanti da cliccare che vi porteranno sempre all'attrazione/monumento successivo (Questa mappa serve solo a darvi un'idea dell'itinerario, non è necessario utilizzarla subito.🤓)!

Gli indicatori gialli sono i monumenti e le attrazioni che vedremo.

Gli indicatori marroni sono alcuni extra non inclusi nel nostro tour, ma che potete visitare se avete tempo a disposizione.

Gli indicatori rossi, invece, sono alcuni dei miei ristoranti preferiti (ve ne parlo alla fine)!

Direi che siamo pronti per iniziare!

Introduzione e storia della città

Udine è una città situata nella parte nord-orientale dell'Italia, capoluogo della regione Friuli-Venezia-Giulia, con una popolazione di circa 98.000 abitanti.

La città è anche conosciuta come la città del Tiepolo, per il gran numero di opere del famoso pittore italiano (ve ne parlerò più avanti). Cominciamo con un po' di storia!

Origini e Medioevo

Le prime tracce di insediamenti nella zona risalgono alla preistoria, ma Udine iniziò ad acquisire importanza in epoca romana, probabilmente come piccolo avamposto. Il suo vero sviluppo, però, si ebbe nel Medioevo, quando divenne il centro politico e religioso del Friuli.

Nel 1238 il patriarca di Aquileia, Bertoldo di Andechs, trasferì la sua residenza a Udine, trasformandola nel cuore del potere ecclesiastico della regione. In questo periodo la città si arricchì di importanti edifici, tra cui il Castello di Udine, che ancora oggi domina la città dall'alto del colle.

Dominazione veneziana

Nel 1420, Udine passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia, segnando un'epoca di prosperità economica e artistica. Udine divenne un centro amministrativo fondamentale per il Friuli, lasciando un'impronta architettonica evidente nelle sue piazze e nei suoi palazzi, tra cui Piazza della Libertà, considerata la più bella in stile veneziano della regione.

Dall'Impero asburgico all'Unità d'Italia

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, Udine entrò a far parte dell'Impero austriaco, finché, nel 1866, con il plebiscito del Veneto e del Friuli, fu annessa al Regno d'Italia.

Le guerre mondiali e il XX secolo

Durante la Prima Guerra Mondiale, Udine svolse un ruolo strategico cruciale: divenne il quartier generale dell'esercito italiano e fu chiamata "Capitale della Guerra" fino alla disfatta di Caporetto del 1917, quando le truppe italiane furono costrette a ritirarsi oltre il Piave.

Durante la Seconda guerra mondiale, la città fu teatro di occupazioni e scontri, prima da parte dei tedeschi e poi delle truppe partigiane friulane. Nel dopoguerra, Udine divenne un importante centro economico e culturale, contribuendo alla crescita e alla modernizzazione del Friuli.

L'origine del nome Udine è incerta e dibattuta tra diverse ipotesi. Tra le teorie più accreditate vi sono:

  • Origine celtica : Secondo questa teoria, il nome potrebbe derivare da un termine celtico come "Udi", che potrebbe riferirsi a una collina o a un'altura, dato che la città si è sviluppata intorno al suo castello.
  • Origine latina : Un'ipotesi lo collega al termine latino "Utinum", il nome con cui la città compare nei documenti medievali. Potrebbe derivare da "Vetus", che significa "vecchio", o da "Udene", un toponimo preesistente.
  • Origine lombarda o germanica : Alcuni studiosi suggeriscono un legame con i Longobardi, che dominarono la zona a partire dal VI secolo d.C., ipotizzando che il nome possa derivare da un termine germanico legato alla difesa o alla posizione geografica.

Origine slava : Un'altra teoria fa riferimento alle popolazioni slave che abitavano il Friuli in epoca medievale, con il nome che potrebbe derivare da un termine slavo simile a "vod-", che significa "acqua", dato che la zona è ricca di fiumi.

E ora possiamo iniziare il nostro tour a piedi! Se dovete ancora raggiungere Duomo di Udine cliccate su questo pulsante! Se siete già qui, scorrete un po' più in basso! 

A. Cattedrale di Udine

Il Duomo di Udine risale al 1236, quando il patriarca Bertoldo di Andechs-Merania iniziò la costruzione dell'edificio sul sito di una precedente chiesa dedicata a San Girolamo.

Nel 1257 il luogo di culto, inizialmente in stile francescano, fu consacrato e dedicato a San Odorico. Successivi ampliamenti si ebbero nel 1335, quando il patriarca Bertrando di San Genesio promosse la costruzione della Cappella dell'Annunciazione e dedicò ufficialmente la chiesa a Santa Maria Maggiore.

Nel corso dei secoli, la struttura subì diverse trasformazioni: nel Trecento furono aggiunte le cappelle laterali, mentre nel Cinquecento l'edificio acquisì un'impronta barocca. Nel XX secolo fu restaurata la facciata, ispirata agli elementi architettonici del Trecento. Ancora oggi si può ammirare la sua suggestiva facciata romanico-gotica in cotto, arricchita dal Portale della Redenzione, il cui apparato decorativo richiama temi significativi della fede cristiana.

L'interno della cattedrale è caratterizzato da uno stile barocco, frutto delle trasformazioni settecentesche volute dalla famiglia Manin, i cui mausolei si trovano all'interno dell'edificio.

Particolarmente suggestivi sono il presbiterio e le numerose opere d'arte realizzate da artisti di grande rilievo. Nella Cappella del Santissimo Sacramento si possono ammirare dipinti di Giambattista Tiepolo, insieme ad altre decorazioni e affreschi di importanti artisti italiani dell'epoca.

Adiacente alla cattedrale sorge il campanile, costruito da Cristoforo da Milano nel 1441. In origine, la sua struttura doveva essere più slanciata e sormontata dalla statua della Madonna, in modo da creare un collegamento simbolico con il campanile del Castello, dove si trova la statua dell'Angelo, richiamando così l'Annunciazione. Tuttavia, a causa di problemi strutturali, il progetto non fu mai portato a termine. Alla base del campanile si trova il Museo della Cattedrale, dedicato al Beato Bertrando di San Genesio.

La chiesa è aperta tutti i giorni dalle 7 alle 12 e dalle 16 alle 18.45. L'ingresso è gratuito.

Passiamo ora a Palazzo Valvason Morpurgo!

B. Palazzo Valvason Morpurgo

Palazzo Valvason Morpurgo a Udine ospita una sezione della Galleria d'Arte Moderna dedicata all'architettura e al design in Friuli. Ospita un archivio con disegni originali di architetti friulani del Novecento, come Raimondo D'Aronco, Pietro Zanini ed Emilio Mattioni, oltre a rendering di design provenienti dall'archivio Elettrolux Zanussi. Il palazzo ospita anche mostre tematiche.

Costruito nel XVIII secolo, l'edificio presenta una facciata sobria ed elegante, tipica del periodo neoclassico, con raffinati elementi decorativi. Presenta un ampio portale d'ingresso, finestre simmetriche e un cortile interno molto ampio.

Abbellito dai conti Valvason all'inizio dell'Ottocento, a metà del secolo divenne la residenza del barone Morpurgo, influente mecenate udinese del primo Novecento, da cui prese poi il nome.

Nel 1969 l'edificio fu lasciato in eredità al Comune di Udine con la condizione di essere adibito a museo.

Al piano nobile, il palazzo vanta un ciclo di affreschi di Giambattista Canal e Giuseppe Borsato, tra le più significative espressioni del Neoclassicismo.

Questo museo è aperto solo durante le mostre, quindi vi consiglio di informarvi direttamente.

Oltre alla squadra di calcio della città, esiste un dialetto parlato solo in questo luogo. A differenza del "friulano", che è il dialetto usato in gran parte di questa regione, qui abbiamo una variante specifica

In questa città, infatti, prevale il dialetto udinese, un dialetto influenzato dal Veneto, la regione vicina. Storicamente, gli udinesi lo adottarono - e alcuni lo usano ancora - per differenziarsi dagli abitanti delle zone circostanti, soprattutto dai triestini.

Proseguiamo fino a raggiungere la Casa Museo Cavazzini!

C. Casa Museo Cavazzini

Il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Udine ha sede in Casa Cavazzini, un edificio storico situato nel cuore della città. L'edificio è stato acquisito dal Comune grazie al testamento di Dante Cavazzini, commerciante milanese di tessuti e stoffe. Il testamento prevedeva la donazione della sua residenza, Casa Cavazzini, al Comune di Udine, con l'intento di trasformarla in un museo di arte moderna e contemporanea.

Nel 1937 Cavazzini vi stabilì la sua residenza e affidò la ristrutturazione del primo piano all'architetto Ermes Midena, uno dei principali esponenti del razionalismo europeo, che si occupò anche dell'arredamento. Alcuni mobili originali, insieme agli affreschi murali realizzati nel 1938 da Afro Basaldella, fanno oggi parte dell'esposizione museale.

La trasformazione dell'edificio in museo è stata realizzata su progetto di Gae Aulenti, che ha voluto valorizzare due importanti scoperte emerse durante i lavori di restauro: una cisterna-serbatoio "veneziana" del XVI secolo e un deposito di ceramiche protostoriche risalenti all'età del ferro. Inoltre, al primo piano dell'edificio sono stati rinvenuti affreschi del XIV secolo a tema profano.

 

Il museo ospita la collezione Maria Luisa e Sante Astaldi e la collezione FRIAM. La prima, donata al Comune nel 1982, comprende circa 200 opere realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, con capolavori di artisti italiani come Giorgio Morandi, Giorgio De Chirico e Gino Severini. Sono presenti anche alcune opere di artisti stranieri, tra cui stampe e dipinti di Braque e Picasso. La seconda, invece, raccoglie opere d'arte americane donate dal Comitato Arte e Monumenti del Friuli come gesto di solidarietà dopo il terremoto del 1976. Tra gli artisti rappresentati figurano Willem de Kooning, Roy Lichtenstein, Sol LeWitt, Donald Judd e Frank Stella.



Il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00. È chiuso il lunedì. Il costo del biglietto intero è di 7 euro e può essere acquistato presso la biglietteria del museo. Esistono anche altre due opzioni di biglietto cumulativo. Il primo consente di visitare la Casa Museo Cavazzini, il Castello e il Museo Etnografico del Friuli al prezzo di 12 euro; il secondo comprende il Castello, la Casa Cavazzini, il Museo Etnografico del Friuli, il Museo Diocesano e le Gallerie del Tiepolo al prezzo di 15 euro. Tuttavia, questo biglietto può essere acquistato solo presso la biglietteria del Museo Diocesano o delle Gallerie del Tiepolo.

Ora si parte fino a raggiungere Piazza della libertà!

D. Piazza della Libertà

Piazza della Libertà è la più antica piazza di Udine e rappresenta il cuore pulsante della città! È anche definita "la più bella piazza veneziana della terraferma".

Situata ai piedi del Castello di Udine, la piazza ha cambiato nome diverse volte nel corso dei secoli. Nel Medioevo era conosciuta come Piazza del Vino, poiché vi si teneva un mercato dedicato a questa bevanda. Nel 1350 divenne Piazza del Municipio, in quanto ospitava il Consiglio cittadino. Con l'arrivo della Repubblica di Venezia nel 1550, prese il nome di Piazza Contarena, in onore di un luogotenente veneziano. Nel 1866, con l'annessione del Friuli al Regno d'Italia, fu intitolata al re Vittorio Emanuele II. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale assunse il nome attuale.

Numerosi edifici di pregio circondano la piazza, tra cui la Loggia del Lionello, di cui vi parlerò più avanti. Qui si trovano anche la Loggia e il Tempio di San Giovanni: la prima, progettata da Bernardino da Morcote tra il 1533 e il 1535, e il secondo, dedicato ai caduti per la patria.

A metà della collina, tra la Loggia del Leone e l'Arco Bollani, si trova il Monumento alla Pace, posto nel 1819 per ricordare il Trattato di Campoformio, voluto da Napoleone.

Il Trattato di Campo Formio fu un accordo di pace firmato il 17 ottobre 1797 tra Francia e Austria al termine della prima campagna d'Italia delle guerre napoleoniche.

Sul lato opposto al monumento si può ammirare la fontana rinascimentale di Carrara.

Nella piazza si trovano anche la Colonna di San Marco, eretta nel 1539, e la Colonna della Giustizia, risalente al 1614. Completano la suggestiva scena le due statue seicentesche di Ercole e Caco, affettuosamente conosciute dagli udinesi come Florean e Venturin, che sembrano vegliare sulla Loggia dei Leoni.

Floreàn rappresenta Ercole, simbolo di forza e potenza, mentre Venturìn incarna Caco, l'uomo astuto e ingannevole.

Il Municipio di Udine è un esempio di gotico veneziano e rappresenta un simbolo dell'autonomia della città.

Costruita tra il 1448 e il 1456 su progetto dell'orafo Nicolò Lionello. La sua architettura si distingue per l'alternanza di fasce di pietra bianca e rosa, per l'eleganza del portico a grandi archi e delle finestre.

Nell'angolo destro, in una nicchia decorata con pinnacoli e guglie, si trova la statua della Madonna con Bambino, che regge un modello del castello, distrutto dal terremoto del 1516. L'opera, datata 1450, è attribuita a Bartolomeo Bon.

La Loggia del Lionello subì gravi danni in un incendio nel 1876, ma fu prontamente restaurata.

Elemento distintivo della piazza è la Torre dell'Orologio, costruita nel 1527 da Giovanni da Udine. Dopo il devastante terremoto del 1511, che distrusse l'unico orologio pubblico della città, si decise di costruirne uno nuovo. Il progetto di questo nuovo orologio fu presentato nel 1527 da Giovanni da Udine, artista e architetto locale.

In cima si trovano le famose statue dei due mori, che scandiscono le ore con il loro inconfondibile movimento.

Si dice che il meccanismo dell'orologio della Torre avesse un funzionamento misterioso e che, inizialmente, solo pochi eletti sapessero come regolarlo. La leggenda narra che chiunque tentasse di interferire con il funzionamento dell'orologio senza autorizzazione veniva colpito da una sorta di maledizione che faceva rallentare l'orologio in modo inspiegabile.

Poco distante si trova l'Arco Bollani, progettato da Andrea Palladio, che si distingue dagli edifici circostanti per il Leone di San Marco che lo sovrasta. Si tratta di un simbolo che rimanda al dominio della Repubblica di Venezia sulla città. Udine, infatti, ha fatto parte del territorio veneto per secoli, dal 1420 fino al 1797, quando la Repubblica di Venezia cadde.

Tra il 1554 e il 1556, Udine fu governata da Domenico Bollani, Luogotenente della città. Oltre al suo ruolo politico per conto della Repubblica di Venezia, Bollani decise di lasciare un'impronta duratura sulla città. Costruì quindi un arco d'ingresso al castello, commissionando il progetto all'architetto Andrea Palladio, uno dei più grandi dell'epoca. L'arco, che richiamava gli archi di trionfo dell'antichità, presenta un'iscrizione in latino che recita: "Domenico Bollani, Cavaliere Praetore, per la liberazione della provincia del Friuli dalla fame, dalla peste e dalle congiure, eresse questo arco nell'anno 1556″.

Un altro particolare interessante riguarda la carriera di Bollani: nel 1559 divenne vescovo di Brescia, pur non essendo nemmeno sacerdote (un'epoca con costumi decisamente diversi!). Si distinse per carità e coraggio durante l'epidemia di peste che colpì Brescia, seguendo l'esempio di Carlo Borromeo e assistendo personalmente i malati, fino alla sua morte, avvenuta tra le braccia del Borromeo. Si dice che le ali del Leone, poste sopra l'arco nel 1556, fossero di rame.

Questo Leone cinquecentesco fu distrutto dai francesi nel 1797, con la caduta di Venezia. Da quel momento, l'Arco rimase senza la sua decorazione per circa un secolo e mezzo. Infine, si decise di creare un nuovo Leone nel 1953, ad opera dell'artista Egisto Caldana. Questa statua, a differenza dell'originale, era rivolta a sud anziché a nord per renderla più armoniosa con gli edifici circostanti.

Continuiamo il nostro viaggio e spostiamoci al Castello!

E. Castello di Udine

Il Castello di Udine è una delle principali attrazioni storiche e culturali della città, situato sul colle che domina il centro. La sua posizione dominante offre una straordinaria vista panoramica su Udine e sulla valle circostante. Il castello fu fondato nel luogo attuale in epoca fortemente medievale, ma la sua costruzione risale a tempi precedenti, probabilmente al periodo longobardo tra il VII e l'VIII secolo, quando il colle era utilizzato come punto strategico di difesa.

Il castello come lo conosciamo oggi iniziò a prendere forma nel XIII secolo, quando Udine divenne un'importante città del Friuli. Il castello fu ampliato e ristrutturato più volte, soprattutto durante il periodo della dominazione veneziana, che influenzò notevolmente l'architettura dell'edificio.

Durante la dominazione veneziana, il castello fu utilizzato come sede del governatore e come simbolo del potere veneziano nella regione. Era un luogo di controllo politico, amministrativo e militare. Negli anni successivi, con la caduta della Repubblica di Venezia e la dominazione austriaca, la struttura subì alcune modifiche. Durante il periodo napoleonico fu ulteriormente ristrutturato, ma la sua funzione difensiva diminuì progressivamente.

Oggi il castello ospita il Museo del Rinascimento, il Museo Archeologico, il Museo della Fotografia e la Galleria d'Arte Antica. Tra le opere più note, spiccano i dipinti di Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone, e numerosi oggetti legati alla storia della città di Udine.
Durante la Seconda guerra mondiale, il castello fu utilizzato come rifugio e centro di raccolta per i rifugiati.

Una delle leggende più note è quella della signora del castello, un fantasma che si dice vaghi per i corridoi alla ricerca del marito misteriosamente scomparso. Molti visitatori hanno affermato di aver visto ombre e figure sfuggenti nelle stanze del castello, conferendo al luogo un'aura di mistero. Fatemi sapere se sentite qualche strano rumore durante la vostra visita 😀 !

Il castello è aperto dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00. È chiuso il lunedì. Il biglietto singolo costa 10 euro. Esistono anche altre due opzioni di biglietto cumulativo. Il primo consente di visitare la Casa Museo Cavazzini, il Castello e il Museo Etnografico del Friuli al prezzo di 12 euro. Il secondo comprende il Castello, la Casa Cavazzini, il Museo Etnografico del Friuli, il Museo Diocesano e le Gallerie del Tiepolo al prezzo di 15 euro. Tuttavia, questo biglietto può essere acquistato solo presso la biglietteria del Museo Diocesano o delle Gallerie del Tiepolo.



Una famosa leggenda locale racconta che Attila, re degli Unni, arrivò a Udine durante la sua devastante campagna in Italia nel V secolo. Secondo la tradizione, dopo aver saccheggiato Aquileia nel 452 d.C., il condottiero si spinse a nord e raggiunse il territorio friulano.

Si racconta che Attila, affascinato dalla posizione strategica della città, decise di osservare la pianura friulana dall'alto. Per farlo, ordinò ai suoi uomini di ammassare macerie, terra e detriti, creando così una collina artificiale da cui ammirare il paesaggio e le sue conquiste. Questa collina, secondo la leggenda, sarebbe il colle su cui oggi sorge il Castello di Udine.

Un'altra versione della storia racconta che Attila, dopo aver distrutto Aquileia, vide il fumo degli incendi alzarsi all'orizzonte e, salendo su questa collina, esclamò orgoglioso: "Aquileia sta bruciando!".

Naturalmente, si tratta di una leggenda priva di basi storiche certe. Gli studiosi ritengono che il colle sia di origine naturale o, al massimo, modellato dall'uomo in epoca preistorica o romana. Tuttavia, il mito di Attila rimane una delle storie più affascinanti legate alla città di Udine! 😊

Ora andiamo verso la Porta Manin!

F. Porta Manin

Porta Manin, conosciuta anche come Torre di San Bartolomeo o Porta Cividale, è la più antica porta ancora visibile in città. Costruita tra il 1273 e il 1299, faceva parte della terza cerchia di mura che proteggeva Udine. Se la struttura inferiore è rimasta intatta, i piani superiori sono stati restaurati nel corso dei secoli. I passaggi laterali alla porta sono stati aperti tra il 1934 e il 1941. Questa porta rappresenta il tradizionale accesso al centro storico proveniente dalla parte orientale della città.

Sulla facciata esterna della porta è visibile, anche se parzialmente illeggibile, una serie di stemmi nobiliari.

Gli affreschi, risalenti al 1350 circa, rivelano diversi simboli, tra cui lo stemma della comunità di Udine con la tipica "V" nera rovesciata, l'aquila d'oro del Sacro Romano Impero, una parte dell'aquila di Aquileia e il leone del Regno di Boemia.

Questi stemmi testimoniano come Udine fosse parte di una primitiva comunità europea sotto il Sacro Romano Impero. Rappresentano anche l'autorità di chi governava il territorio per conto dell'Impero, la Chiesa di Aquileia e la casa del patriarca, all'epoca Nicola di Lussemburgo, fratellastro dell'imperatore Carlo IV.

Raggiungiamo il Museo Diocesano e le Gallerie del Tiepolo!

G. Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo

Il Museo Diocesano e le Gallerie del Tiepolo sono ospitati nel Palazzo Patriarcale di Udine.

Questo palazzo, che ha una struttura settecentesca, affonda le sue radici nel XV secolo ed è stato la residenza dei Patriarchi di Aquileia dal 1593 al 1751. Oggi è la residenza dell'arcivescovo.

Chi era Giambattista Tiepolo?

Parliamo di Giambattista Tiepolo, uno dei più spettacolari e scenografici pittori del Settecento, e del suo speciale legame con Udine! Nacque a Venezia nel 1696 ma è in questa città che iniziò la sua "ascesa al successo"!

Tiepolo: il maestro della luce e del movimento

Tiepolo era un vero mago del colore e della prospettiva. Nelle sue opere si trovano angeli che svolazzano, santi dagli sguardi mistici e nuvole così soffici che viene voglia di saltarci sopra. La sua pittura è leggera, ariosa, quasi cinematografica, come se le scene si muovessero davanti ai vostri occhi.

Ma cosa c'entra Udine con lui? Ebbene, Udine è una delle prime città che ha creduto nel suo talento, dandogli la possibilità di dimostrare quanto fosse straordinario!

Tiepolo a Udine: il suo "debutto" come superstar

Nel 1726, ancora giovane e desideroso di farsi conoscere, Tiepolo ricevette un incarico molto importante: affrescare il Palazzo Patriarcale di Udine. Il patriarca dell'epoca, Dionisio Dolfin, aveva un grande gusto artistico e volle che decorasse le stanze.

E qui Tiepolo si scatena! Nelle sale del palazzo, dipinge scene mitologiche e religiose con un'energia travolgente:

  • La caduta degli angeli ribelli - Un turbine di demoni che cadono dal cielo come in un film d'azione, con effetti speciali degni di Hollywood.
  • Le storie di Abramo, Isacco e Giacobbe - In cui utilizza il chiaroscuro per creare un'illuminazione quasi teatrale.
  • L'Adorazione dei Magi - Una scena in cui si percepisce il calore della luce, lo scintillio dell'oro e lo splendore dei tessuti.

Se passate da Udine, dovete assolutamente vedere questi affreschi perché sono un tripudio di colori e movimento, vero marchio di fabbrica del Tiepolo.

Udine, la "palestra" del Tiepolo

Possiamo dire che Udine è stata la sua grande palestra, il luogo dove ha affinato il suo stile prima di diventare il "re" delle decorazioni barocche in tutta Europa. Dopo Udine, infatti, lavorò per Venezia, Milano, Madrid e persino per la Germania, lasciando il segno ovunque andasse.

Ma il suo legame con Udine rimase molto forte, tanto che anche il figlio, Giandomenico Tiepolo, seguì le orme del padre e lavorò in città.

Curiosità sul Tiepolo (per fare i fighi con gli amici)

  • Aveva un'incredibile velocità pittorica: sembra che fosse in grado di creare affreschi di grandi dimensioni in tempi record, senza mai perdere in qualità.
  • Soffriva di vertigini? Alcuni dicono che non amasse le altezze, ma ironicamente ha passato la vita a dipingere soffitti!
  • Il suo stile fu così influente da essere definito "l'ultimo grande pittore del Barocco", capace di portare la pittura veneziana alla sua massima espressione.

Quindi, se passate da Udine, guardate in alto: potreste trovarvi immersi in un'opera d'arte del Tiepolo, con angeli, santi e nuvole che vi osservano dall'alto 😉

La collezione del museo contiene circa 700 opere e comprende affreschi di Giambattista Tiepolo realizzati nel XVIII secolo. Tiepolo ha decorato il soffitto dello Scalone d'Onore, della Galleria degli Ospiti e della Sala Rossa, commissionati dal Patriarca Dionisio Dolfin.

Il primo affresco del Tiepolo, datato 1726, si intitola "La caduta degli angeli ribelli" e si trova sul soffitto dello Scalone d'onore. L'opera, che rappresenta uno splendido esempio di illusionismo barocco, è affiancata da otto monocromi che raccontano episodi della Genesi.

La collaborazione tra Tiepolo e il patriarca Dolfin proseguì con la decorazione della Galleria degli Ospiti, dove sono raffigurati alcuni episodi biblici importanti per il patriarca, tra cui le figure di Abramo, Isacco e Giacobbe. Al centro di questa galleria si trova l'affresco "Rachele che nasconde gli idoli", un'opera ricca di simbolismi che potrebbe raffigurare, oltre a Rachele, anche lo stesso Tiepolo, il figlio Giandomenico e la moglie Cecilia.

Infine, Tiepolo affrescò il soffitto della Sala Rossa, dove dipinse nel 1729 "Il giudizio di Salomone", raffigurante la corte di Re Salomone.

Oltre a Tiepolo, il museo ospita anche opere di artisti come Giovanni da Udine, Palma il Giovane e Nicolò Bambini. Un intero piano è dedicato alla scultura lignea, con opere che vanno dal XII al XVIII secolo.

Un altro tesoro del museo è la biblioteca del Patriarca Dolfin, che fu la prima biblioteca pubblica di Udine. Qui sono conservati volumi di grande valore, tra cui manoscritti miniati, incunaboli, Cinquecentine e rare prime edizioni.

Il biglietto intero costa 8 euro, altrimenti c'è un biglietto cumulativo che include il Castello, Casa Cavazzini, il Museo Etnografico del Friuli, il Museo Diocesano e le Gallerie del Tiepolo al prezzo di 15 euro, ma questo biglietto può essere acquistato solo presso la biglietteria del Museo Diocesano o delle Gallerie del Tiepolo.

Il sito è aperto dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Chiuso il martedì. Per accedere al museo è necessaria la prenotazione. 

Una curiosità lega il grande William Shakespeare a questa città! Il grande drammaturgo si è ispirato alla novella di Luigi Da Porto per scrivere una delle sue opere più famose? Sto parlando di Romeo e Giulietta! Questo è un fatto storicamente confermato. Tuttavia, la vita di Luigi Da Porto nasconde un aspetto misterioso e affascinante.

Luigi Da Porto nacque a Vicenza nel 1458, figlio di Bernardino Da Porto e di Elisabetta Savorgnan. Dopo aver intrapreso la carriera militare, fu nominato comandante dalla Serenissima e inviato in Friuli. A Udine, Luigi raggiunge la famiglia della madre. Qui, nel 1511, durante un ballo in maschera, Luigi si innamorò perdutamente di Lucina Savorgnan del Monte, una giovane debuttante. Ma la loro storia d'amore non fu affatto semplice.

Pochi giorni dopo il loro primo incontro, Luigi e Lucina si promettono di sposarsi. Proprio in quei giorni, però, Udine fu scossa dalla violenta "crudel zobia grassa", un conflitto che vide l'eliminazione degli oppositori della famiglia Savorgnan. Luigi fu inviato al fronte, nei pressi del fiume Natisone, dove durante una battaglia fu gravemente ferito, riportando la paralisi di un'anca.

A causa dell'incidente, Luigi Da Porto si ritirò nella sua villa di Montorso Vicentino, dove apprese che Lucina sarebbe stata costretta a sposare il cugino Francesco Savorgnan della Torre. Il dolore di Luigi lo portò a scrivere la sua triste storia d'amore in una novella ambientata nella Verona del XIV secolo. Si ritiene, quindi, che il tormento vissuto da Da Porto abbia influenzato la creazione della famosa opera di Shakespeare.

Il giovedì grasso del 1511 Udine fu teatro di una delle più drammatiche rivolte del Rinascimento, nota come Crudel Zobia Grassa (in veneziano) o Crudel Joibe Grasse (in friulano). La rivolta fu il culmine di uno scontro tra la Serenissima Repubblica di Venezia e l'Impero austriaco, rappresentato dalle nobili famiglie dei Savorgnan e dei Della Torre. Il popolo, esasperato dalle lotte interne e dalle difficoltà economiche, si alleò con il condottiero Antonio Savorgnan, che lo condusse alla vittoria. Durante la rivolta, molti nobili furono uccisi e i loro corpi mutilati furono lasciati per le strade della città.

Ora andiamo in Piazza 1° Maggio!

H. Piazza 1° maggio

Piazza 1° Maggio a Udine è una delle piazze più famose e frequentate della città, situata nel cuore del centro storico. La piazza prende il nome dalla celebrazione della Festa dei Lavoratori, che si festeggia ogni anno il 1° maggio, un evento che ha radici profonde nel movimento sindacale e nelle tradizioni sociali italiane.

In passato, la piazza era un importante centro di scambi commerciali e veniva utilizzata per mercati e fiere.

Oggi la piazza ospita una serie di eventi pubblici, come concerti, fiere e manifestazioni, ed è anche un popolare luogo di incontro grazie ai caffè, ai negozi e ai ristoranti che la circondano. All'interno e nei dintorni della piazza si trovano alcuni dei luoghi di maggiore interesse storico-culturale di Udine, come il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, uno dei principali teatri della città, e via Mercatovecchio, una delle strade più caratteristiche e vivaci del centro, con numerosi negozi, locali e caffè.

Il Friuli Venezia Giulia è una regione rinomata per i suoi vini e tra le tradizioni locali spicca il "rito del Tajut".

Questo rito prevede che, verso metà mattina o poco prima di cena, i tavoli delle osterie si riempiano di udinesi pronti a brindare con un bicchiere di vino, accompagnato da una piacevole conversazione. In friulano, il bicchiere di vino è chiamato Tajut . L'origine del termine non è certa, ma potrebbe derivare dal fatto che, nel Medioevo, il vino veniva mescolato con acqua per disinfettarlo o veniva "tagliato" per ridurne il contenuto alcolico. Durante il Tajut, oltre al vino, si possono gustare le prelibatezze della cucina friulana. Dal 1500, le osterie di Udine selezionano con cura i prodotti da servire, garantendo sempre ingredienti di alta qualità.

Concludiamo la nostra visita con il Santuario della Beata Vergine delle Grazie!

I. Santuario della Beata Vergine delle Grazie

Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Udine è uno dei luoghi di culto più importanti della città. Il santuario fu edificato nel 1500, in seguito alla costruzione di una cappella dedicata alla Beata Vergine, che divenne presto meta di pellegrinaggi grazie alla fama di un'immagine miracolosa della Vergine.

Secondo la tradizione, l'immagine della Madonna, inizialmente un semplice pannello dipinto, era considerata miracolosa per la sua capacità di proteggere la città e i suoi abitanti.

Nel corso dei secoli, la cappella originaria fu ampliata e trasformata in una vera e propria chiesa, con un intervento architettonico che ha reso il santuario uno degli esempi più significativi di architettura religiosa del Friuli Venezia Giulia.

Il santuario presenta una facciata semplice ma elegante, tipica dell'arte sacra rinascimentale, con un portale decorato e una struttura che si sviluppa su più livelli. L'interno è arricchito da affreschi e decorazioni che raccontano la storia della Beata Vergine delle Grazie e i numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione.

La chiesa ospita anche diverse cappelle laterali dedicate a santi e martiri.

La chiesa è aperta tutti i giorni dalle 7.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.30, tranne la domenica, quando chiude alle 18.00. La visita è gratuita.

La crescita e l'affermazione della città di Udine sono strettamente legate alla Chiesa, in particolare alla figura del Patriarca di Aquileia. Un momento cruciale della sua storia si ebbe nel 1222, quando il patriarca Bertolo di Andechs decise di trasferire la sede del patriarcato da Aquileia a Udine. Prima di questo evento, la città aveva visto il passaggio di diverse popolazioni celtiche ed era considerata un avamposto di confine dai Romani. Nel 983, il re di Germania Ottone II menzionò la città con il nome di "Udene". Con il trasferimento del patriarcato, Udine divenne il cuore commerciale del Friuli Venezia Giulia, acquistando sempre più prestigio. Senza l'influenza della Chiesa e del Patriarca di Aquileia, Udine sarebbe stata probabilmente solo una piccola città della regione. La storia di Udine prosegue poi con la dominazione della Serenissima, l'occupazione napoleonica, l'Impero austriaco e infine l'annessione al Regno d'Italia.

Il nostro tour termina qui, ma prima di lasciarvi voglio parlarvi dei piatti tipici di questa città!

Piatti tipici e dove mangiarli

Credo che visitare una città senza provare i suoi piatti tipici sia un'occasione persa! Ecco perché insieme a Ilaria voglio parlarvi dei piatti più famosi della città e dei nostri ristoranti preferiti!


Un classico della tradizione friulana, un piatto semplice e nutriente, ideale da gustare in ogni stagione.


Una specialità regionale per eccellenza: il musetto, un cotechino ottenuto dalla carne del muso del maiale, accompagnato dalla brovada, ovvero strisce di rape viola fermentate nella vinaccia e poi cotte.

 

Uno dei salumi più famosi d'Italia, prodotto nell'omonima città che si trova proprio vicino a Udine.


Un primo piatto tipico, simile agli gnocchi ripieni, il cui ripieno varia a seconda della valle di provenienza e della creatività del cuoco.

Piatto della tradizione contadina: formaggio fuso in padella, spesso arricchito con patate o cipolle, servito con polenta.


Un antipasto gustoso: salame fresco cotto nell'aceto, perfetto con la polenta.


Dolci a forma di pacco ripieni di grappa e frutta secca, disponibili in due versioni: fritti o bolliti.

Un dolce tipico delle valli del Natisone, preparato tradizionalmente per le feste e le occasioni speciali. Ha una forma a chiocciola e una pasta lievitata, con lo stesso ricco ripieno degli Strucchi.

Dove mangiare tutte queste prelibatezze?

L'offerta di ristoranti e locali è davvero incredibile a Udine. Ho provato diversi posti e questi sono i miei preferiti:

Vitello d'Oro: È il ristorante più antico della città. Clicca qui per arrivarci! 

Osteria La Ciacarade: Ottima taverna nel centro della città! Clicca qui per arrivarci! 

Osteria Alla Ghiacciaia: Deliziosi piatti della cucina friulana! Clicca qui per arrivarci! 

Aquila Nera: Un ristorante tipico che offre un'ottima cucina! Clicca qui per arrivarci!  

Hostaria alla Tavernetta: Un'ottima osteria dal fascino particolare specializzata in piatti tipici a base di frico! Clicca qui per arrivarci! 

Ciò Che C'era: Ottima paninoteca se volete mangiare un boccone veloce! Clicca qui per arrivarci! 

Pizzeria Vesuvio Udine: Ottima pizzeria! Clicca qui per arrivarci! 

Gelateria il Morettino: Ottima gelateria! Clicca qui per arrivarci! 

Fine?

Purtroppo abbiamo finito il nostro tour! Tuttavia, ci sono diverse cose nei dintorni di Lucca che potreste visitare: Vi lascio qualche consiglio qui sotto!

Cividale del Friuli


Patrimonio dell'UNESCO, con il suggestivo Tempio Longobardo e il leggendario Ponte del Diavolo.

San Daniele del Friuli


Famosa per il suo celebre prosciutto DOP, ospita anche la storica Biblioteca Guarneriana e la Cattedrale.

Palmanova


Una città-fortezza veneziana con una perfetta pianta a stella, oggi patrimonio dell'UNESCO.

Venzone


Uno dei borghi più belli d'Italia, ricostruito dopo il terremoto del 1976 e noto per le sue mummie medievali.

Laghi di Fusine


Due laghi alpini cristallini, incorniciati dalle montagne, perfetti per escursioni e relax.

Anche le cose belle prima o poi finiscono😬!

Prima di tutto, se vi è piaciuto il tour sarebbe super utile per me avere una recensione su queste piattaforme (anche sulla piattaforma dove avete prenotato, ma queste piattaforme che trovate qui sotto sono fondamentali).

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So che ci vuole del tempo (in realtà 4 secondi 😬) ma per me questa parte è davvero importante per continuare questa attività 🥰!

Se invece avete riscontrato problemi, avete suggerimenti su come migliorarlo o volete contattarmi, non esitate a scrivermi su WhatsApp cliccando qui!

Visiterete altre città?

Ho preparato diverse guide digitali per permettervi di visitare anche altre città. Tutte le guide sono state scritte in collaborazione con " abitanti del posto" in modo da includere le storie e i consigli più autentici!

In queste guide digitali troverete:

  • Itinerario con i punti salienti della città (collegato con google maps)📍
  • Informazioni storiche, curiosità e fatti divertenti 🤓
  • CONSIGLI SUL CIBO dalla gente del posto! Ogni città ha i suoi piatti tipici, quindi è importantissimo conoscerli 😬 Inoltre, grazie ai miei amici locali, scoprirete i veri ristoranti del posto per provarli 😋 !

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Un saluto dal vostro Walking Cap!

Matteo